Il mercato dei data center in Africa è alle soglie di una crescita trasformativa. La rapida adozione del digitale, le economie trainate dal mobile, il passaggio all’archiviazione e all’elaborazione locale dei dati & soluzioni infrastrutturali sostenibili che attenuano i vincoli energetici stanno convergendo per creare opportunità interessanti per investitori e operatori in tutto il continente.
Il panorama delle opportunità:
Il mercato africano dei data center, valutato in 3,49 miliardi di dollari USA nel 2024, rappresenta un panorama digitale giovane ma in rapida evoluzione, con un enorme potenziale di crescita; le previsioni del settore stimano che il suo valore raggiungerà 6,81 miliardi di dollari USA entro il 2030 (CAGR di circa il 12%). L’Africa ospita 229 data center operativi con una capacità complessiva di 300 MW, pari a meno dell’1% della capacità globale, nonostante il 38% della sua popolazione sia già online. Questa disparità segnala un importante divario infrastrutturale e un’opportunità, con la domanda di data center nel continente che si prevede supererà l’offerta del 300%, ovvero 1.200 MW aggiuntivi di capacità di data center.
Attualmente, circa il 40% dei data center africani è concentrato in Sudafrica, Nigeria e Kenya (con rispettivamente 56, 19 e 17 data center operativi), evidenziando sia la concentrazione regionale del settore sia il considerevole potenziale ancora inutilizzato nel più ampio continente.
I leader del settore e il loro vantaggio:
Teraco Data Environments è il chiaro leader di mercato in Africa con una capacità di oltre 200 MW. Il suo predominio è ancorato in Sudafrica, dove gestisce il vasto Isando Campus da 110 MW, oltre a strutture aggiuntive a Città del Capo e Durban. Il concorrente più vicino nel settore è Africa Data Centres, con una presenza estesa su nove città in sei paesi. A completare i primi tre c’è Equinix, che ha rafforzato la propria presenza in Africa attraverso l’acquisizione di MainOne per 320 milioni di dollari USA nel 2022, aggiungendo tre data center operativi in Nigeria, Ghana e Côte d'Ivoire.
Teraco, Africa Data Centres ed Equinix hanno avuto successo in Africa dove molti altri hanno faticato. Il loro vantaggio risiede nella costruzione di un’infrastruttura indipendente dai fornitori di rete e di hardware, che consente loro di operare come fornitori di colocation. Questo modello vendor-neutral si è rivelato estremamente attraente per gli hyperscaler.
A differenza dei servizi puramente cloud, la colocation offre loro un maggiore controllo e personalizzazione dell’infrastruttura IT, apportando al contempo miglioramenti in termini di affidabilità, scalabilità e sicurezza. Di conseguenza, attori globali come AWS, Microsoft e Google sono diventati partner chiave nelle strutture di Teraco ed Equinix. La loro presenza, a sua volta, stimola la domanda delle imprese offrendo una connettività cloud diretta in grado di ridurre i costi di transito fino al 70%.
Per gli operatori, la colocation si traduce in una densità di ricavi superiore e in margini più solidi. La neutralità rispetto ai fornitori, le partnership con gli hyperscaler e le capacità di interconnessione si combinano per creare potenti effetti di rete: ogni nuovo inquilino aumenta il valore dell’ecosistema per i clienti esistenti.
Questo modello si è rivelato particolarmente efficace nei mercati emergenti dell’Africa, dove le imprese privilegiano la flessibilità e l’efficienza dei costi. Di fatto, i fornitori di colocation hanno catturato il 52% dei ricavi del mercato dell’energia dei data center del continente nel 2024, sottolineando quanto bene questo approccio si allinei alle esigenze locali.
I catalizzatori unici che alimentano l’impennata dell’Africa:
Sebbene la crescita dei data center in Africa rifletta tendenze globali come la crescente domanda di elaborazione dell’IA e di cloud computing, la crescita del continente è trainata anche da diversi catalizzatori unici.
L’economia digitale africana mobile-first sta vivendo una rapida crescita, sospinta sia da un consumo esplosivo di dati sia da una connettività in rapida espansione. L’uso dei dati mobili in tutto il continente cresce di circa il 40% all’anno, quasi il doppio della media globale. Nell’Africa subsahariana, l’uso mensile di dati per smartphone dovrebbe salire da 5 GB a 14 GB entro il 2030, con il traffico dati a livello regionale che si prevede passerà da 2,3 exabyte a 11 exabyte al mese nello stesso periodo. Oggi circa 708 milioni di africani utilizzano internet, pari a circa il 13% del totale mondiale degli utenti internet. Questi aumenti significativi e in rapida crescita stanno generando un bisogno cruciale di data center locali per elaborare e ospitare in modo efficiente i servizi digitali in tutta la regione.
Un altro importante catalizzatore della crescita dei data center in Africa è la sovranità dei dati: numerosi governi stanno attuando rigorose leggi di localizzazione dei dati per rafforzare la sicurezza nazionale. Tra le politiche di rilievo figurano il Data Protection Act del 2023 della Nigeria, il Data Protection Act 2019 del Kenya e la National Data and Cloud Policy 2024 del Sudafrica, che impongono tutte che determinati dati siano archiviati ed elaborati entro i propri confini. Questo approccio differisce da paesi come gli Stati Uniti, dove la sovranità dei dati è plasmata principalmente da preoccupazioni concorrenziali piuttosto che dalla sicurezza nazionale.
I progressi tecnologici e infrastrutturali sono fondamentali nel guidare la rapida espansione dei data center in tutta l’Africa. L’assenza di sistemi legacy nel continente consente alle nuove strutture di saltare le generazioni tecnologiche intermedie, adottando sin dall’inizio soluzioni all’avanguardia ed efficienti dal punto di vista energetico come l’energia pulita e le tecnologie di raffreddamento avanzate. Inoltre, progetti di connettività regionale trasformativi, come il cavo sottomarino africano da 45.000 km2, stanno ampliando notevolmente l’accesso alla fibra e riducendo la latenza, il che a sua volta fa crescere i volumi di traffico dati. Questi fattori intensificano collettivamente la domanda di capacità locale di data center.
Gli ostacoli infrastrutturali:
Nonostante una crescita promettente, l’industria africana dei data center affronta il suo rischio maggiore a causa della problematica infrastruttura energetica del continente. Costruire un data center in Africa costa tra 10 e 15 milioni di dollari USA per megawatt - notevolmente più della media globale di 5-12 milioni di dollari USA per MW, con costi di sviluppo totali che possono superare le medie globali dal 25% al 100%. Questo sovrapprezzo è dovuto alla necessità di robusti sistemi di alimentazione di backup a diesel e gas e di standard di ridondanza più elevati per far fronte a reti inaffidabili. Queste precauzioni aggiuntive amplificano anche le spese operative.
Affrontare gli ostacoli energetici & infrastrutturali
Per affrontare le sfide dell’infrastruttura energetica, i data center africani adottano sempre più soluzioni off-grid e rispettose del clima e collocano le strutture in regioni con un forte potenziale di energie rinnovabili. Tra gli esempi:
In Sudafrica, Gold Synergy ha implementato la tecnologia di rack auto-raffreddanti presso la sua struttura CPT1 a Città del Capo, dimostrando la fattibilità dei rack auto-raffreddanti nelle condizioni africane. L’integrazione del solare e i sistemi ibridi di energie rinnovabili stanno diventando lo standard, con progetti come l’impianto fotovoltaico solare da 120 MW di Teraco destinato ad alimentare i suoi data center (la cui entrata in funzione è prevista nel 2026).
In Ghana, l’Accra 1 Data Centre di Onix dispone in loco di un parco solare da 726 kWp e raggiunge il 100% di funzionamento solare diurno, creando un precedente per un’infrastruttura digitale alimentata a energia solare in Africa occidentale.
In Kenya, dove il 90% della produzione di elettricità proviene da fonti rinnovabili, sono in fase di realizzazione pionieristica data center alimentati a energia geotermica. Ad esempio, la partnership Microsoft-G42 sta sviluppando una struttura da 100 MW (espandibile a 1 GW) alimentata esclusivamente a energia geotermica, rendendo il Kenya un leader globale nell’energia di base rinnovabile per i data center.
Conclusione:
I data center africani rappresentano un’opportunità di investimento interessante combinando un significativo potenziale di crescita con vantaggi strutturali in gran parte non disponibili nei mercati maturi. La rapida adozione del digitale, trainata da economie mobile-first e da rigorose politiche di sovranità dei dati, ha creato un bisogno persistente di capacità di hosting locale. Questa dinamica offre ai primi entranti l’opportunità di imporre prezzi premium e di stabilire posizioni di mercato dominanti prima dell’emergere di una concorrenza più ampia.
Storicamente, i rischi legati all’infrastruttura energetica hanno ostacolato il dispiegamento di strutture su larga scala in Africa. Oggi, tuttavia, le innovazioni nell’integrazione di energie sostenibili e nelle tecnologie di raffreddamento avanzate non solo iniziano a mitigare queste sfide, ma creano anche efficienze operative difficili da replicare altrove. Di conseguenza, la prossima ondata di data center in Africa viene costruita per soddisfare sia la domanda immediata sia gli obiettivi di sostenibilità a lungo termine.
I data center africani sono più che semplici infrastrutture: stanno trainando la decarbonizzazione economica, la sovranità digitale e la trasformazione tecnologica del continente. Allineando le strategie di investimento alle energie rinnovabili e al raffreddamento intelligente, i primi attori possono conquistare una quota di mercato sproporzionata e plasmare il futuro digitale e ambientale dell’Africa, assicurandosi al contempo flussi di ricavi resilienti e di lungo termine.
Di: Estiaan van der Walt – Analista: Africa Merchant Capital Advisory
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Published:
16th September 2025
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